22 Febbraio 2020: Visita al Mulino di Fulle

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E’ l’ultimo a monte di una serie di quattro edifici a sinistra della scalinata che da Fulle porta a Sussisa. All’esterno vi è la ruota in ferro assemblata come la tecnologia dell'epoca permetteva, ovvero senza alcuna saldatura ma soli tramite bulloni di ferro ("ci sono voluti due sacchi di bulloni", ricorda Mario Olcese, proprietario del mulino) recuperata, grazie all'aiuto di tutti gli abitanti della valle, da un altro mulino andato distrutto.
All’interno, al piano terra, vi è il frantoio, datato al 1895 e ancora utilizzato dagli abitanti della zona per frangere l'olio d'oliva, al piano superiore la macina per il grano del 1875 e quella per la farina di castagne, unica macina elettrica, al secondo piano l’abitazione del proprietario.

Inserito nel sistema complesso di mulini che servivano la valle di Sori, era uno dei trenta circa ancora esistenti sino al dopoguerra, in particolare nelle località di Levà, Fulle e Lago. Oggi questo è l’ultimo mulino ad acqua perfettamente funzionante e conservato grazie alla dedizione e alla passione per le tradizioni tramandate da ben tre generazioni del proprietario, Mario Olcese. (Testo tratto dal sito comune.sori.ge.it)

Arrivare al borgo di Fulle, nell’immediato entroterra di Sori (Genova), a poco più di 3 km dalla costa, significa innanzitutto fare un viaggio nel tempo e ritrovarsi di fronte a un ponte in pietra e ad una mulattiera che sale sulla collina.

I nostri soci Silvana Vernazza e Guido Rosato, già impegnati nello studio del sito in qualità di funzionari per il MIBAC, ci hanno spesso parlato di questo sito e ci accompagneranno in questo viaggio Sabato 22 Febbrio 2020.

Il programma è in via di definizione. Di seguito riportiamo il testo a cura dei soci di cui sopra.

Il nucleo, posto presso il torrente Sussisa, alla confluenza con il rio Cretti, è costituito da singole cellule edilizie disposte lungo il percorso matrice che, dal ponte sul torrente sale verso l’abitato superiore di Sussisa.

L’unità edilizia situata più in alto, risalente al secolo XVI secondo l’attuale proprietario, conserva ancora un frantoio ed un mulino. L’edificio comprende frantoio, mulino ed abitazione ed è composto di tre piani, al primo è collocato il frantoio per le olive, con la vasca in pietra posta in corrispondenza della grande ruota ad acqua che ancora aziona il meccanismo. Il primo piano, separato dal pianoterra da un solaio in legno, ospita, nell’area che corrisponde a quella occupata dal frantoio, per collegarsi alla stessa ruota esterna ad acqua, il mulino da grano e quello, più piccolo, da castagne, con due macine.

Oggi è l’ultimo mulino ad acqua, completo di grande ruota, perfettamente funzionante e conservato, grazie alla dedizione e alla passione per le tradizioni tramandate da ben sei generazioni.

La ruota non è visibile, perché superiormente e a lato sono presenti altri locali. L’unico accesso per la manutenzione della ruota è costituito da un varco posto nel locale adiacente. Da questo varco si accede anche al comando di deviazione della doccia per orientare il corso d’acqua e far girare tutto il meccanismo. La doccia o beudo, un canale in legno irrobustito da cerchiature di ferro, è collegata ad un canale di pietre , 40 cm di larghezza e 195 metri di lunghezza, che capta l’acqua del Sussisa circa un chilometro a monte.”

La mulattiera, in acciottolato rustico, le scale in pietra, i muretti a secco, la doccia che trasferisce l’acqua sono da considerarsi parte integrante dell’insieme dell’area mulino.
Poco al di sopra dell’edificio molitorio, all’interno delle fasce coltivate, si colloca lo storico essiccatoio per le castagne, che probabilmente era condiviso dai diversi gestori del complesso molitorio e che costituisce una ormai rara testimonianza in Liguria di tali manufatti.

Il programma della giornata e le modalità di partecipazione sono in via di definizione.

Per chi fosse interessato, scrivere a info@inge-cultura.org . E' consigliato associarsi ad inGE compilando il modulo di iscrizione disponibile a questo link , o verrà richiesta una donazione. Diventando socio (quota socio ordinario 20 €/12 mesi):
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_si partecipa gratuitamente alle iniziative inGE che non prevedano costi o rimborsi spese
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A questo link trovate una stampa che illustra il funzionamento del frantoio olive e che proponiamo come idea regalo per la nostra raccolta fondi.

 

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