Ricognizione e catalogazione delle Company Town in Liguria

Stampa

Presentazione della ricerca sulle Company town in Liguria

Si terrà mercoledì 1 giugno 2016 alle ore 10,30 presso il Teatro di Palazzo di Città, la presentazione del Progetto di ricerca “Ricognizione e catalogazione delle Company Town in Liguria” ideato e realizzato da Regione Liguria e Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica e Ambientale dell’Università degli Studi di Genova nell’ambito dell’Accordo di Programma Quadro “Beni e Attività culturali III integrativo – Intervento BF-10 Progettazioni per lo sviluppo di programmi di valenza strategica in materia di cultura”, con il Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, con la collaborazione di AIPAI - Associazione Italiana Patrimonio Archeologico Industriale e la partecipazione di Italia Nostra. Interverranno: Sara De Maestri, Responsabile scientifico della ricerca per l’Università di Genova e Sebastiano Rossi, Comitato Tecnico Scientifico di Ferrania Film Museum.

Il progetto prende in esame i villaggi e le case operaie sorti in Liguria con lo sviluppo dell’industrializzazione - dalla seconda metà del XIX secolo al secondo dopoguerra - per una lettura multidisciplinare condotta sia su fonti bibliografiche, archivistiche e iconografiche, sia sul campo per l’analisi del costruito, dell’inserimento territoriale e del recupero della storia-memoria dei luoghi.

Company Town Liguria

In Liguria l’industria si insedia a partire dalla seconda metà del XIX secolo nelle poche aree ancora disponibili sulla costa - soprattutto nel ponente genovese da Sampierdarena a Sestri - e nelle vallate appenniniche, dove alle tradizionali produzioni (cartiere, ferriere, mulini etc...) si sostituiscono gradualmente attività industriali, complessi anche di notevoli dimensioni, dal tessile al chimico.

Lo sviluppo delle reti favorisce occasioni di crescita per la nascente industria e attira capitali stranieri, idee e soluzioni tecnologiche innovative: si importano nuovi modelli per la produzione e l’organizzazione del lavoro.

L’ingente afflusso di lavoratori che si riversano in aree caratterizzate da un equilibrio urbano consolidatosi nel tempo, e/o nelle vallate dell’entroterra scarsamente abitate, comporta la risposta alla domanda di alloggi e la risoluzione dei problemi igienico-sanitari, anche attraverso la definizione di un nuovo spazio abitato e sociale.

Le due realtà di maggiore rilievo, in gran parte conservate nel tempo anche a fronte della dismissione degli impianti industriali, si trovano nella val Bormida (SV) e nella val di Magra (SP). La Valle Bormida sperimenta, dal 1880 fino alla fine degli anni ’60 del secolo scorso, una sostanziale crescita innescata dalla costruzione della linea ferroviaria Torino-Savona, il cui tratto Ceva-Savona via Ferrania è inaugurato nel 1874; dall’apertura, nel 1912, della funivia, innovativo sistema di movimentazione del carbone dal porto di Savona ai depositi di Bragno; dalla presenza di importanti industrie nazionali quali la Cokeria di Bragno (1935) e la Montecatini di San Giuseppe (1936) a Cairo, la SIPE Società Italiana Prodotti Esplodenti (1891) divenuta nel 1928 ACNA - Aziende Chimiche Nazionali Associate a Cengio e lo stabilimento per la produzione di pellicole di Ferrania che inizia le prove di lavorazione nel 1921 nella omonima località.

Con le fabbriche, si costruiscono case di abitazione che costituiscono vere e proprie “Company town”.

L’insediamento della SIPE ai primi del Novecento origina i villaggi operai di Cengio e Ferrania, cui si aggiunge, negli anni Trenta, il villaggio Montecatini di Cairo Montenotte. L’estensione degli interventi, l’interconnessione tra gli insediamenti industriali, la qualità costruttiva, fanno di questa realtà uno degli esempi più importanti del territorio ligure e un caso rilevante a livello nazionale, contribuendo a modernizzare e cambiare radicalmente sia il territorio, sia le strutture sociali. La conoscenza di queste realtà, con tutte le relative implicazioni storiche e socio-economiche, può diventare, oggi, uno strumento a disposizione delle Amministrazioni pubbliche, locali e nazionali, per indirizzare le politiche territoriali, favorendo sia interventi di recupero più funzionali, sia l’individuazione e organizzazione di percorsi di sviluppo turistico legato ai siti industriali.

La presentazione del lavoro di ricerca che ha approfondito questa tematica rappresenta un importante contributo al percorso che porterà all’inaugurazione del “Ferrania Film Museum” nei locali restaurati di Palazzo Scarampi in Piazza Savonarola a Cairo Montenotte. L’Amministrazione Comunale ha fortemente voluto la realizzazione di un Museo che illustri l’insediamento di Ferrania, da un lato, come luogo di produzione, dall’altro, “narrare” quanto la Ferrania abbia rappresentato per il territorio, sotto il punto di vista storico, sociale e culturale, aspetti che non possono prescindere dalla “città aziendale” edificata attorno alla fabbrica.

I commenti sono chiusi