Commerci e imbarcazioni: una giornata a bordo dell’antico Leudo Nuovo Aiuto di Dio

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Una giornata a bordo del leudo Nuovo aiuto di Dio: racconteremo della storia dei commerci marittimi delle nostre terre e di queste imbarcazioni, le quali ne sono state l'asse portante. Un viaggio a vela con la simpatia e la professionalità dell'equipaggio dell'Associazione Amici del Leudo.

Quando: sabato 25 maggio pomeriggio
Posti riservati ai soci inGE: n.6
Imbarco: da Sestri Levante
Navigazione: possibilmente a vela se il vento lo consentirà
Costo: 40 Euro compresa iscrizione all'Associazione Amici del Leudo
Appuntamento: all'imbarco. Verrà comunicata email con dettagli.
In collaborazione con: Uniauser Genova

Cenni storici e tecnici su il Leudo Nuovo Aiuto di Dio

Il leudo Nuovo Aiuto di Dio oggi è l'unica imbarcazione di questo tipo in Liguria in grado di navigare ed è anche l’unica sopravissuta delle centinaia che solcavano i nostri mari nel secolo scorso.

Varato nel 1925 in sostituzione del precedente Aiuto di Dio, naufragato sulle secche toscane, è stato utilizzato per anni dalla famiglia Zolezzi, proprietaria, per il trasporto di vino dall’isola d’Elba. Dopo la dismissione come mezzo di trasporto e varie vicissitudini e tentativi di restituirgli quella dignità che merita, grazie all’Associazione Amici del Leudo di Sestri Levante il leudo è oggi una viva testimonianza dell’attività marinara della nostra Riviera.

Il Leudo, definito come “veliero bilancella” nel registro navale, è una tipica imbarcazione da lavoro usato nelle Riviere Liguri fino alla metà del secolo scorso.
Ha costituito uno dei principali mezzi di trasporto di merci lungo la costa, fino a che lo sviluppo delle infrastrutture terrestri non ha sancito, insieme a diverse altre ragioni economiche, la fine del cabotaggio costiero. Le rotte percorse comprendevano tutto l’arco della regione e toccavano la Corsica, la Sardegna, l’isola d’Elba, a volte persino la Sicilia.
Le merci trasportate erano prevalentemente vino, formaggio, sabbia, materiale da costruzione, come le tipiche lastre d’ardesia di Lavagna. A queste si aggiungevano anche altre merci da commerciare, come, ad esempio, stovigliame, considerato che spesso il proprietario-armatore, oltre che quella di capitano, svolgeva in proprio la funzione del mercante ed era, pertanto, direttamente interessato a far rendere il più possibile ogni viaggio. L’equipaggio era composto da quattro, cinque uomini, ai quali si aggiungeva, per le operazioni di scarico e scarico delle merci, personale avventizio costituito dalla popolazione dei paesi raggiunti dalla barca.

Caratteristica fondamentale di questa barca era che, pur essendo necessariamente pesante e robusta, poteva essere ricoverata sulle spiagge ed essere arenata per le operazioni di trasbordo delle merci, elemento determinante per l’uso di una costa come quella ligure, povera di porti naturali e, fino alla metà del secolo scorso, artificiali.
Caratteristiche del leudo - imbarcazione tonda con estremità a cuneo, pontata - sono il “bolzone”, accentuata curvatura del ponte di coperta al fine di aumentare la capacità di carico della stiva e lo scarico dell’acqua dagli ombrinali e l’”armo” a vela latina, issata su un albero a “calcese”, inclinato in avanti. La velatura è completata da un fiocco, detto polaccone, che viene teso su un'asta posta a dritta della prua. L'asta è congegnata in modo da poter essere fatta rientrare in coperta (bompresso mobile).
Altra caratteristica è la “pernaccia”, sporgenza del dritto di prua dal bordo dello scafo.
L’interno dell’imbarcazione è suddiviso in una cabina per il comandante, che si sviluppa all’esterno in una tuga e la stiva per il carico, con accesso costituito da due “mastre”, a proravia e poppavia dell’albero. A prua poteva essere creato uno spazio per il ricovero dell’equipaggio, mentre la cucina, per viaggi che duravano fino ad una settimana, era costituita da un fornello posto sulla coperta, presso la tuga.
Le dimensioni medie variavano da 14 a 16 metri, la larghezza da 4 a 5 metri.

Se ti interessa partecipare, scrivi a info@inge-cultura.org

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